Accordo sul clima di Parigi  (COP21 del 2015)    
       
  L'accordo del secolo cambia il futuro tuo e quello dei tuoi figli.   Questo sito spiega cos’è l’Accordo, gli impegni già presi, il processo di firma, ratificazione ed entrata in vigore, i meccanismi di rilancio e le conseguenze sui settori economici, la società ed i rapporti geo-politici tra le nazioni, inclusa l'Italia.
     

Novità: tutto sul 22 aprile 2016,
giorno della cerimonia di firma dell'Accordo
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L'Italia, l'Unione Europea e altri 173 Paesi sono firmatari - 15 su 55 le ratificazioni il primo giorno

 
L'Accordo di Parigi corona negoziati iniziati specifiamente a questo obiettivo nel 2011 a Durban. È stato varato da una Decisione di COP, a sua volta molto ricca di indicazioni e prescrizioni, ed è stato preceduto da quasi duecento impegni nazionali individuali.
 

Si inserisce inoltre come tassello chiave dell'Obiettivo 13 (Azione sul clima - Lottare con urgenza contro il cambiamento climatico ed i suoi impatti) degli Obiettivi universali di sviluppo sostenibile, approvati il 25 settembre 2015.

 

  Il testo completo, approvato dalla COP21   Versione integrale gratuita in PDF del testo finale dell'Accordo di Parigi sul clima 2015, con un utile commento riga per riga a cura di Valentino Piana [136 pagine]

 

Testo finale in Inglese (ma anche le versioni immediatamente precedenti, utili per capire le opzioni scartate) e sua versione definitiva depositata presso le Nazioni Unite nelle sei lingue ufficiali

Testo in Italiano:

Preambolo

Artt. 1 e 2

Art. 3

Art. 10

Art. 11

 

Se preferisci la versione a stampa della traduzione integrale dell'Accordo di Parigi (COP21) in italiano e del commento a cura di Valentino Piana, clicka qui [136 pagine, formato tascabile, consegna in 12 gg. circa]

 

Queste e altre pubblicazioni su politiche climatiche innovative - in vendita (PDF e a stampa)

Copertina del libro: bassa risoluzione - alta risoluzione

Recensioni della traduzione

       
Confronto col Protocollo di Kyoto
La struttura dell'Accordo di Parigi
Le conseguenze sui modelli energetici

Uscito in libreria online il 6 Maggio 2016

di Emanuele Bompan, giornalista e geografo e Sergio Ferraris, giornalista scientifico, direttore della rivista QualEnergia e Premio giornalista per la terra.

coi contributi di


Federico Antognazza (Vicepresidente dell’Italian Climate Network), Paola Bolaffio (Direttore responsabile Giornalisti Nell’Erba), Emanuele Bompan, Chiara Braga (Parlamentare, Responsabile Ambiente Partito Democratico), Stefano Caserini (Docente di Mitigazione dei cambiamenti climatici al Politecnico di Milano), Marica Di Pierri (Portavoce Associazione A Sud – Presidente Cdca, Centro documentazione conflitti ambientali), Averaldo Farri (Direttore Global Sales di Power One – Gruppo ABB), Sergio Ferraris, Agime Gerbeti (GSE - Gestore Servizi Energetici), Roberto Giovannini (Giornalista e responsabile La Stampa TuttoGreen), Leonardo Massai & Sara Venturini (Fondatori di Climalia), Mariagrazia Midulla (Responsabile Clima ed energia WWF Italia), Simone Mori (Responsabile affari regolamentari e Corporate Strategy Enel), Rossella Muroni (Presidente nazionale Legambiente), Giuseppe Onufrio (Direttore di Greenpeace), Piero Pelizzaro (Climalia Srl / Member of the Mayors Adapt Practionners Working Group), Daniele Pernigotti (Giornalista e consulente), Valentino Piana (www.accordodiparigi.it), Gianni Silvestrini (direttore scientifico Kyoto Club, presiedente del Green Building Council Italia), Dario Tamburrano (Commissione ITRE e STOA Panel al parlamento europeo), Giovanni Battista Zorzoli (presidente della sezione italiana dell’International Solar Energy Society).

       
  Prossimi passi  

Incontri in Italia sulla COP21 e l'Accordo di Parigi

Iniziato il dibattito sulla conseguenza per l'Italia

Incontro a Milano per discutere dell'Accordo di Parigi - registrazione video completa

e poi Emilia-Romagna, nei pressi di Torino e ancora a Milano

 

1. Nomina del "campione del clima"  

Il presidente della COP21, il francese Laurent Fabius, nominerà un "campione del clima", un politico di razza e importanza sovranazionale, per tenere alta l'attenzione sul tema.

DETTO FATTO: il 29 gennaio 2016 Fabius ha nominato "campione del clima" una donna che ha avuto un ruolo chiave nel successo di Parigi: l'ambasciatrice per il clima Laurence Tubiana

Questo è stato uno degli ultimi atti di Fabius: ha dato le dimissioni il 16 febbraio. E' stato sostituito da Segolène Royal.

Come nuova Segretaria Esecutiva dell'UNFCCC, ora elevata a vice di Ban Ki-moon, è stata scelta Patricia Espinosa (Messico), che fu l'artefice degli Accordi di Cancún (2010), coi quali si fecero rientrare in ambito UNFCCC molti degli elementi del Copenhagen Accord.

A sua volta, il Marocco, che guida la COP22, ha scelto come campione del clima Hakima EL HAITE, il proprio Ministro dell'Ambiente, energia, miniere, acqua. Tra le prima iniziative una COP22 dei Paesi del Mediterraneo, che si terrà a Tangeri già il 18 luglio.

 

"Vogliamo che la COP22 sia la COP dell'azione e dell'implementazione", afferma in un Twit:
"#COP 22 CLIMATE ACTION FOR GLOBAL TRANSFORMATION : JOIN THE NAZCA PLATFORM !"

con riferimento diretto alle iniziative internazionali del settore privato, della società civile, delle città e delle regioni.

 

 

2. Adesione formale degli Stati

 

 

Il 22 aprile 2016, con una cerimonia di Capi di stato e di governo, si aprirà l'Accordo alla firma degli Stati. Questo è l'invito personale di Ban Ki-Moon.

Hollande è stato il primo a firmare, seguito da ben 15 Paesi che hanno addirittura depositato il loro strumento di ratificazione, la chiave legale dell'entrata in vigore dell'Accordo.

Per una panoramica della giornata e riflessioni sul valore legale della ratificazione da parte dell'Italia, che ha a sua volta firmato l'Accordo si veda qui.

  3. Entrata in vigore  

E' formidabile che che già ad Aprile abbiano firmato 177 Paesi, più di tre volte il primo criterio per l'entrata in vigore dell'Accordo. La firma andrà accompagnata col deposito dello strumento di ratificazione, accettazione o approvazione (o esserne seguita a stretto giro di posta). Così hanno fatto ben 15 Paesi, consentendo il soddisfacimento immediato di circa il 20% della prima soglia legale. In che mese del 2016 si raggiungeranno le 55 ratificazioni?

Quando anche la somma delle emissioni dei Paesi firmatari e ratificanti supererà il 55% del totale (secondo criterio), l'Accordo entrerà in vigore (a partire da trenta giorni dopo).

Le Fiji sono il primo paese al mondo che, con risoluzione del parlamento approvata all'unanimità, ha ratificato l'Accordo di Parigi. Subito sono state seguite da Palau e le Isole Marshall.

Nel frattempo l'UE, dopo aver annunciato e prodotto la firma già da aprile, preceduta da una decisione del Consiglio d'Europa (con questa bozza) e/o del Parlamento Europeo ha indicato di volere essere nel primo gruppo dei ratificanti, premendo su tutti i 29 parlamenti all'azione entro settembre (i 28 Paesi ed il Parlamento Europeo).

Ha infatti avuto paura che l'Accordo possa entrare in vigore senza di lei, poiché le ratificazioni imminenti di Stati Uniti, Cina, India, Messico, Canada e Sud Africa stanno avvicinando l'obiettivo. Secondo la Casa Bianca, siamo già intorno al 49% su 55%.

 

  4. Soluzione delle questioni lasciate alla decisione della prima COP dell'Accordo di Parigi  

L'impostazione dei problemi sarà all'ordine del giorno degli incontri inter-annuali di Bonn, cui prende parte, come osservatore, anche Valentino Piana, autore del sito www.accordodiparigi.it, nella delegazione ufficiale della Fondazione Lombardia per l'Ambiente.

Il draft della risoluzione invita i Paesi e gli Osservatori a presentare le proprie posizioni per iscritto, in vista di una collazione ad Ottobre 2016.

I negoziatori sembrano convinti che l'Accordo non riesca ad entrare in vigore in tempo perché la COP22 di Marrakech sia anche la prima dell'Accordo.

Una panoramica delle decisioni da prendere era stata offerta poco prima dell apertura dei lavori.

 

 
5. Inizio dell'implementazione dell'Accordo
 

Gli Stati possono iniziare ad implementare singoli articoli dell'Accordo anche prima che esso entri in vigore.

Papua Nuova Guinea ad esempio ha inviato un proprio "Contributo definito a livello nazionale" (NDC) che non è più solo "promesso" (INDC), usando per la prima volta la dizione esatta prevista dall'art. 4. In termini transitori i precedenti INDC possono essere usati come NDC se non si incrementa la loro ambizione. L'esempio di Papua, il primo ad essere registrato nel portale sotto quel nome, è forse più simbolico che altro.

Ma unito ad altri segni, indica un diffuso interesse a far decollare presto l'Accordo.

  5. Investitori istituzionali e settore privato trasformano i loro interventi  

Vertice il 5-6 maggio delle Nazioni Unite col settore privato, dopo che già 100 imprese di grandi dimensioni e investitori istituzionali che gestiscono trillioni di dollari l'hanno fatto.

Più in generale, vi è un complessivo rafforzamento dei flussi finanziari, come avevamo anticipato nella newsletter della Fondazione Lombardia per l'Ambiente con questo articolo.

Le iniziative internazionali del settore privato e dei partenariati misti potrebbe dare un contributo di varie gigatonnellate di CO2 equivalenti, come risulta da questa analisi presentata alla sessione inter-annuale di Bonn.

 

  6. L'Accordo ispira elettori a prendere posizione  

In ogni Paese, le parole generali dell'Accordo (mitigazione, adattamento, ecc.) trovano poi specifici casi eclatanti, leggi da modificare o introdurre, battaglie locali che diventano simboliche della battaglia sul clima in genere. E' ad esempio successo negli USA con l'oleodotto Keynote XL. In Italia, vi è chi vede una connessione tra politiche climatiche e referendum del 17 aprile sulle trivellazioni petrolifere.

Ed inizia il dibattito su cosa dovrebbe fare l'Italia.

 

  7. L'Accordo estende i suoi effetti sull'agenda dei ricercatori  

L'IPCC ha accettato la richiesta fatta dall'UNFCCC nel testo della Decisione di COP che vara l'Accordo di Parigi di redigere un Rapporto Speciale sul mondo a 1.5 gradi centigradi di global warming. Una ipotesi di indice è contenuta qui, in vista dello Scoping Meeting descritto qui.

 

 
I numeri dell'Accordo di Parigi
  7347 parole in un Preambolo e 29 articoli.
     

Nel testo ci sono pochissimi numeri espliciti:

"Tenere ben sotto i 2 gradi centigradi" l'incremento della temperatura media mondiale e fare ogni sforzo per tenerla sotto 1,5 gradi.

La nuvola delle parole più ripetute nell'Accordo
(con le dimensioni in proporzione)

  Le date indicate dentro l'Accordo   Ricognizione complessiva nel 2023 e ogni cinque anni di li in poi.
     

[L'Accordo] sarà aperto alla firma presso le Nazioni Unite a New York dal 22 Aprile 2016 al 21 Aprile 2017.

Il che vuol dire che chi lo firmerà entro questo periodo sarà un primo firmatario fondatore, gli altri si potranno aggregare via via.

Il meccanismo del rilancio: come riempire il gap tra ciò che serve
e ciò che individualmente gli Stati stanno per fare

 

Le analisi di Climalteranti

Altreconomia intervista Valentino Piana e Stefano Caserini sui risultati della Conferenza sul clima COP21
Slides di Luca Lombroso
       
       
  Curiosità   Quanti Stati hanno preso parte alla COP21?
      Come mai non si chiama Protocollo di Parigi?
 
 
 

       
      Questo sito è una iniziativa in italiano dell'Economics Web Institute a cura di Valentino Piana.